autore VINCENZO SCALIA: I disoccupati vanno in cielo (anche se peccano): Memorie autobiografiche su una condizione passeggera
Da un secolo e mezzo il Sud passa per la palla al piede del Paese. Ma tutto parte da lì.....
giovedì 12 gennaio 2017
martedì 6 dicembre 2016
4 DICEMBRE 2016: VINCE IL NO
venerdì 18 novembre 2016
MEGLIO DIRE NO!
Vogliono distruggere una delle cose più buone che abbiamo: la COSTITUZIONE.
Facendo finta di cambiarla in meglio.
E invece tolgono il diritto di votare i Senatori, complicano il modo di fare leggi, aprendo la porta ad una dittatura di uno qualsiasi, arrogante.
Io voterò NO.
Facendo finta di cambiarla in meglio.
E invece tolgono il diritto di votare i Senatori, complicano il modo di fare leggi, aprendo la porta ad una dittatura di uno qualsiasi, arrogante.
Io voterò NO.
lunedì 24 agosto 2015
panelle arancine sfincione
ARANCINE
Uno snack delizioso, da consumare a
colazione, pranzo e cena. Di primo mattino, tutti i bar palermitani
le tengono in bella mostra. Con carne e al burro sono
le più tradizionali. Adesso ci sono delle rosticcerie che ne
preparano con i gusti più disparati, mettendo, come ingrediente
interno, delle verdure, del pescespada, vari formaggi,
ecc. Ma è bene dire che l'arancina più tradizionale è solamente
alla carne. Ed è con questa che cominciamo le istruzioni per la
preparazione. Si porti alla cottura 1 kg. di riso per risotti.
Suggeriamo di mettere dello zafferano nell'acqua e delle
foglie di alloro. Allo stesso tempo, cuocere il condimento.
Circa mezzo Kg di carne macinata da preparare come un
ragù, molto ristretto, con un po' di estratto di
pomodoro, piselli e alcune foglioline di menta.
Dopo quasi un' ora di cottura, lasciar freddare. Anche il riso,
quando è cotto, spegnere il fornello, scolarlo, eliminare l'alloro e
lasciarlo freddare. A questo punto, freddi gli ingredienti,
creare delle palline di riso con il palmo della mano, mettere un
cucchiaino di ragù, chiudere la pallina con la mano.Poi
lavorare, con le mani che avrete bagnato d'acqua, l'arancina,
modellandola bene, e impanarla sul pangrattato.
Con questa tecnica e con questa
quantità di ingredienti ne farete una ventina circa.
Accumularle su un piatto e coprirle con un panno asciutto. Su una
pentola immettete un litro di olio di semi di girasole e
portate a ebollizione. E scendere, ad una ad una le arancine, che
saranno fritte prendendo un bel colore dorato. Adagiarle, volta per
volta, su un piatto con della carta assorbente gli oli fritti.
Per quelle al burro, invece,
sostituire il ragù con del burro, primosale siciliano, pepe
nero e prosciutto cotto tagliato a cubetti. Servire
e...buon appetito. Gustare le arancine accompagnandole con Inzolia
siciliano o Nero d'Avola.
SFINCIONE
Una vera delizia per il palato. E lo
sanno molto bene i palermitani, che di cose buone se ne intendono.
Una volta lo si trovava solo tra i venditori di strada. E la
cantilena 'cavuru cavuru! Chi cciàvuru!' (caldo
caldo! Che profumo!) era familiare a tutti, nei quartieri
popolari. E quello che abbanniava (urlava
le qualità del suo prodotto) si sentiva chiamato dai balconi con un
Shhhh! Shhhh!
Un tipico suono emanato dalle
casalinghe, per attirare l'attenzione dello sfinciaru,
per comprarne un pezzo. Quello venduto per strada era molto semplice.
Ma in casa, come si vedrà, è più articolato e pieno di
ingredienti.
Per iniziare:
mettere a cuocere dei pomodori (parliamo di uno sfincione per 4-6
persone). Ne occorrono 1 kg, freschi, da pelare prima, o un
barattolo da 1 kg di pomodori pelati. Sminuzzare mezzo kg di cipolle.
E cuocere, a fiamma bassa, per almeno un'ora e mezza. Cuocendo,
occorre mescolare di tanto in tanto, mettendo un po' di sale e
assaggiandone il gusto. Adesso occorre preparare la pasta. Mescolare
1 kg di farina con 1 bicchiere di acqua tiepida, 80 g. di lievito di
birra e 50 g. di farina di mais. Salare e mettere olio e zucchero
(pochino). Fare lievitare per 6 ore.
La pasta, già
lievitata, si stenda su una teglia oliata. Si cosparga di quella
salsa che profuma di cipolle. Altri ingredienti, a piacere, sono
melanzane fritte o cuori di carciofo, acciughe salate, pezzi di
caciocavallo, pangrattato e origano. Si cosparge tutto di olio eztra
vergine di oliva, sale e pepe nero. E si inforna per 45 minuti,
badando sempre, dall'odore e dalla vista, che non si bruci.
E
buon appetito. Con lo sfinciuni.
PANELLE
A Palermo gira tra la gente una
cantilena popolare: cu mancia panelli 'un muori mai. (chi
mangia panelle non muore mai). Ed ha una valenza scientifica: i ceci,
da cui ha origine la pasta di cui sono composti, sono ricchi di
proteine, al punto che un panino con le panelle ha lo stesso valore
energetico di una fetta di carne ma fa meno danni. Ed
allora, procediamo con le istruzioni per fare queste panelle,
buonissime e salutari. Si prendano 250 g. di farina
di ceci
e si versino a pioggia su una pentola che contiene 1
litro di acqua.
Importante: il rapporto tra farina e acqua deve essere 1
a 4. E
si mescoli a freddo con una frusta girando continuamente. Un po' di
sale. Sempre mescolando. A questo punto si accenda il fuoco, chè
inizia il vero lavoro del cuoco. Mescolare a fuoco lento per circa
mezzora, versando, nel frattempo, del prezzemolo
tritato.
Ci sarà un momento che la pasta diverrà densa. Non fermarsi.
Continuare a mescolare, sinchè si ha l'impressione che la
pasta si stacchi da sola dalle pareti. Quello è il segnale preciso
che è il punto preciso di cottura.
A questo punto prendere un contenitore cilindrico, ungerlo al suo
interno d'olio, versarvi la pasta di ceci e fare raffreddare per 6-8
ore in frigo.
Al termine del raffreddamento lasciar scivolare il cilindro di pasta
che si è ottenuto su un piatto, in orizzontale, e affettarlo come un
salame,
in fettine sottili.
Messo a bollire un litro d'olio di semi, lasciar scivolare a due-tre
alla volta le fettine. Cuoceranno velocemente. Giratele
continuamente. Si vedrà che sono cotte quando su ogni panella si
solleverà un velo
sottile.
Versarle allora su un piatto con dentro della carta per assorbire
l'olio. Si mangiano calde calde, versando sale e pepe nero e,
qualcuno lo gradisce, una spruzzata
di limone.
Buonissime!
CIBI IN MEZZO ALLA STRADA
Palermo. E' un'autentica 'droga'
gastronomica. E' il trionfo del gusto, della scelta, dell'assaggio,
della varietà, del leggero (come mangiare una patatina dolce e
bollita dal fruttivendolo) ma anche del pesante (un 'coppo' di
frittola). Tutti chiamati CIBI DA STRADA, ma per le vie di
Palermo non si finirebbe di mangiare mai. Si comincia la
mattina da un tipico bar di Palermo (ce ne sono tantissimi) dove si
può consumare una IRIS, focaccia morbidissima fritta ripiena
di crema di ricotta e cioccolato), un CARTOCCIO (simile alla
precedente, ma con crema di ricotta che fuoriesce da due fori)
oppure una RIZZUOLA (morbidissima focaccia fritta ripiena di
un ottimo ragu di carne, profumato di menta), oltre alle immancabili
ARANCINE (di cui ho già parlato), agli SFINCIONELLI,
anche di questi ho già parlato, oppure uno SPIEDINO (focaccia
fritta ripiena di ragu' e salsa bechamel, a strati). E finito con la
rosticceria, il palermitan ha schierati davanti a sé, durante la
giornata, per strada, tutta una seerie di attentati alla sua linea.
Può romper il digiuno con un PANINO CA' MEUSA, morbidissima
pagnottina ripiena di MILZA e altre interiora di mucca, cotte nello
STRUTTO, aggiunte di RICOTTA e CACIOCAVALLO
grattugiato. Se capita, può anche incontrare il venditore di MUSSU,
MASCIDDARU e CALCAGNOLU, che sono le cotenne della mucca, in
particolare del muso e delle zampe, opportunamente bollite e
spruzzate di limone e guarnite di prezzemolo. E molto sale. Come ci
vuole molto sale nella CARNE A STRICASALI, parti di carne
grassa, affettata e bollita, annegate nel limone, nel sale e nel pepe
nero. E se incontro quello della FRITTOLA? E' il venditore di
una prelibatezza, molto grassa, che tiene calda in un cesto, chiuso
da una 'mappina' e ne serve un pugno alla volta, per
mantenerla calda. La sera non guasterà un piatto di CUARUMA,
che sono le interiora del vitello, bollite e tagliate a pezzi.
Oppure, se incontro uno che arrostisce STIGGHIOLE,
gustosissimi intestini di pecora, ne assaggio una. Questa è tutta
carne. Anni fa c'erano quelli che vendevano FRUTTI DI MARE per
strada, o POLPO BOLLITO. E i PANELLARI? Dove li
mettiamo? Espongono nel bancone un panorama di fritture: PANELLE,
CROCCHE', RASCHIATURE, QUAGGHI (melanzanine fritte), CICIREDDU
(pesciolini fritti) e tante altre varietà di fritture, anche a
richiesta.
Conclusione:
per strada, il Palermitano non rischia mai di MORIRE
DI FAME.
lunedì 17 agosto 2015
USURA BANCHE
Ufficialmente nasce con la legge 108/96.
C'erano
dubbi? A chi sta a Roma può capitare di conoscere qualcuno che
'lavora' col...PD (e ti chiedi: ma i soldi chi glieli dà a questi?)
Seguendo
la conferenza stampa di Renzi, resta l'IMPRESSIONE FORTISSIMA: vuole
sembrare uno che ne sa OVUNQUE e COMUNQUE UNA PIU' di TE. Cioè, le
C.....TE le sa SPARARE BENE. Nulla da obiettare!
Terrificante,
l'OK di Berlusconi.Ah già:-...ragazzi, prima di uscire chiedete il
permesso a papà!-
Le
'Leopolde': autentiche gallerie di PALLE. E i partecipanti? O
sapevano tutto (quindi COMPLICI) o ci cascavano (quindi POLLI). La
SECONDA, che ho detto, è più frequente.
Sono
anch'io della sua classe di età. Ho 57 anni. E sono d'accordo su
TUTTO quello che dice. Che sta capitando, in questo paese, come dice
lei, di...letame? NULLA. Non sta capitando nulla. Cioè, non c'è
NULLA di diverso di quello che capita da anni. Un gruppuscolo di
disoccupati e incompetenti, piuttosto che cercarsi un serio lavoro,
decide di fare soldi FACILI. E si da alla politica. Succede da 70
anni. Probabilmente anche da prima, ma riusciva a camuffarsi. Ora, i
peggiori della società, manovrano in società private, chiamate
PARTITI, danno la SCALATA al POTERE. Tutto quì. E sta diventando
appannaggio dei più incompetenti, dei più disinibiti, dei più
spregiudicati, dei più impresentabili. E NON HANNO REGOLE, NON HANNO
PROGETTI. Hanno un solo scopo: IL POTERE. Che prelude a soldi facili,
e per tutta la vita. Un noto intellettuale, il compianto SCIASCIA,
passò dai comunisti ai radicali e denunciò quanto avveniva dicendo
che '...LA COSTITUZIONE NON ESISTE
PIU'...'https://www.youtube.com/watch?...
Ed
ho paura che vedremo di peggio. La lotta si fa sempre più dura.
Hanno ragione quelli del M5S ad essere durissimi.
Sono
d'accordo. E aggiungo: da mezzo secolo si mortifica la famiglia, si
fanno politiche che penalizzano le nascite (fiscali, reddituali).
COSA CI ASPETTIAMO? Questo Paese sta diventando una foresta di
SINGLES, solitari per definizione. Controllo delle nascite a tutta
forza, preservativi e pillole, nascite zero se non rinforzate dagli
immigrati. Certo che stiamo scomparendo. Si vada a vedere i picchi
demografici in caduta, per esempio, di Genova. E nel Sud? Scappano
tutti e i figli li fanno dove si mangia. Cioè all'estero.
Dicevano
Elio e Le Storie Tese: ITALIA SI', ITALIA NO...ITALIA DEI KAKI. Poi:
UNA PIZZA IN COMPAGNIA, UNA PIZZA DA SOLO, UN TOTALE DI DUE PIZZE, E
L'ITALIA E' QUESTA QUA'. Sembrava un potente paradosso. Ma veramente,
il nostro Paese si fonda su mille situazioni PARADOSSALI. Sicuramente
al voto c'è un DOLO di molti, a cercare, quasi, il SUICIDIO della
NAZIONE CHE NON C'E'.L'India
ci manda da decenni i suoi poveracci. Da decenni missioni Italiane
assistono gli indigenti a casa loro e ne curano i bambini. Da decenni
adottiamo a distanza o in carne ed ossa i loro pargoli. E ci stanno
ricambiando così. MA CON CHI CE L'HANNO? Hanno sbagliato soggetto.
Guarda
che la motivazione di questa cronaca, sbattuta in prima pagina con
insistenza, non è: 'ficchiamo il naso negli affaracci di chi si vuol
drogare' ma 'questo ragazzo muore di colpo ed era venuto lì solo per
divertirsi....allora si può morire anche senza che te ne accorgi?'
E' questo, molto sinteticamente il messaggio che proviene da questo
anomalo fatto di cronaca. Appartengo ad una generazione che andava
nei locali per divertirsi, ballando e...basta. Se girava una
droghetta leggera chi la usava veniva guardato subito storto e lo si
veniva a sapere. La discoteca era palestra di movimento, estetica del
ballo, del vestire, si gioiva dello stare assieme, delle storie
d'amore che nascevano, che finivano. Si aspettavano i balli lenti.
Andare in discoteca era gioia frenata, condita dal drink a base di
Limonata o Coca-Cola. Tutto
questo, sembra dire l'attenzione mediatica verso questo incidente: la
degenerazione della serata a ballare porta persino a morire quasi
inavvertitamente. Non pareva un volontario dello sballo suicida, quel
ragazzo. Senza, quindi, nulla togliere a tutti quei fatti incresciosi
che, giustamente, ribadisci.
Per
quelli della mia generazione ('57), gli scapaccioni erano sì
DOLOROSI ma un sano e salutare antidoto a tutte queste porcherie e
schifoserie MORTALI entrati, ormai, nelle abitudini di una certa
gioventù. Godereccia, annoiata, sazia...
Sono
tentato di scrivere un commento . Ma mi fermo. Non ne scrivo più. Mi
sono accorto che mi sono stati rimossi almeno un quarto dei miei
commenti. Anche quelli fatti da simboli di approvazione. Al signor
moderatore: non è vostra la responsabilità, ma del CLIMA di SCARSA
LIBERTA' di STAMPA che c'è in Italia (siamo al 73° posto). E se,
prima di pubblicare un commento, vi chiedete, giustamente: mò se ci
fanno CAUSA, che famo? Taglia, taglia questo! Vi dico: FATE BENE. Ci
ho provato. ma la situazione peggiora. Saluti... (chissà se
censurate pure questo
giovedì 6 agosto 2015
In ricordo dell'amico Giovanni Palazzotto
Cinque giorni fa ha perso la vita. Un incidente stradale, con la moto, misterioso. Giovanni, per me, era in primo luogo il fratello di Michele, mio vecchio amico, dai tempi dell'Università. Cercavo di incontrarlo, io a Roma, lui a Palermo, ma non ci riuscivo. Sapevo che era molto impegnato, con l'associazione “Cittadinanza per la magistratura”, di cui era Coordinatore. Tempo fa, era comparso in una trasmissione Rai dove si raccontava assieme a sua moglie. Il suo era un modo 'soft', senza aggressioni mediatiche e senza aspirazioni di far carriera, di fare 'antimafia', proprio come andrebbe fatto. C'era dell'idealismo. Come sono IDEALISTI certi Siciliani. E lo possono essere SOLO i Siciliani.
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